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Ambiente, Cultura, Tradizione, Sapori...
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Ambiente
Meravigliose coste bagnate dallo Ionio e dal Tirreno. Spiagge dorate che si alternano a insenature di sabbia e scogli, alte rocce che si tuffano in un mare dai colorati fondali, sempre limpido come in poche altre zone d'Italia. Bellezze naturali, uniche, paesi e città di un territorio dove tutto è storia, tradizione e colore. In pochi chilometri poi si passa dalle rive del mare al regno delle querce e dei castagni, i pini e gli abeti annunciano gli alti pascoli dalla flora alpina.
Cultura
Ad una natura ancor'oggi incontaminata la Calabria unisce una storia di antichissima civiltà risalente al paleolitico, quando la regione ospita popolazioni mediterranee, nuclei iberici e liguri. Nel 1861 infine, come tutto il Mezzogiorno, entra a far parte del Regno di Italia. La Calabria quindi è stata un vero e proprio ponte tra diverse culture, una terra che ha conosciuto svariate fasi storiche che hanno lasciato impronte indelebili nella sua vita, nella cultura, nell'arte. Un patrimonio ricchissimo, che spesso trova sede nei piccoli centri e che esprime in mille modi l'amore millenario delle genti calabre per ogni forma d'arte. Dalle incisioni rupestri preistoriche della Grotta di Romito ai resti dei maestosi templi di Hera Lacinia a Crotone, di Persefone a Locri e a Hipponion, alle sculture e ai bassorilievi che testimoniano lo splendore della civiltà fiorita durante il periodo ellenico; dai ponti, dagli acquedotti, dalle torri e dai resti delle ville rustiche di epoca romana al Codex purpureus rossanensis, di provenienza siriana e custodito a Rossano, scritto su pergamena colorata di porpora in caratteri di oro e argento, capolavoro della cultura bizantina in Calabria; dai maestosi Bronzi di Riace, ormai noti in tutto il mondo, alle pitture di ogni scuola e di ogni tempo custodite nei musei e nelle chiese, un patrimonio tra i più importanti di tutta Italia, fino alle tele di Mattia Preti, detto anche il Cavalier Calabrese, il più grande interprete locale della pittura per arrivare fino alla preziosità dei cori lignei e delle statue che ornano le chiese e alla stessa architettura minore di ogni epoca storica, la Calabria offre ai suoi visitatori un vastissimo itinerario artistico, unico nel suo genere.
Tradizione
A questo poi si intreccia una tradizione artigianale che ancor oggi vive e prospera nei piccoli centri collinari e montani. Una tradizione capace di stupire per la fantasia e la ricchezza di materiali e di forme. Cesti, cestini, panari, merguliddi e sedie impagliate di vimini realizzati in piccole fabbriche, spesso a conduzione familiare; tessuti, stoffe, ricami a tombolo, arazzi, coperte e tappeti che esprimono nell'originalità del disegno e dei colori la bellezza di un'arte inimitabile; statue e terrecotte smaltate a fuoco nei colori bianco latte e azzurro cielo in creta; porte, strumenti musicali e sculture in legno, oggetti in rame ed in ferro battuto sono solo alcuni esempi di grandissimo pregio. A tutto questo si aggiungono poi costumi tradizionali, trapunti d'oro e d'argento che le donne locali sfoggiano in occasione delle feste patronali. Feste fatte di suoni, voci, immagini di una regione tutta da scoprire.
Sapori
Anche in cucina poi la Calabria si dimostra genuina e fantasiosa, dai sapori forti e decisi, figlia delle varie culture che nel corso dei secoli hanno pervaso la regione: i profumi della ruta, dell'alloro, del finocchio e di tanti altri aromi fondono con l'odore dei "ciccioli" che friggono nel lardo. Il rosso peperoncino ardente viene pestato energicamente in grandi mortai e va a completare l'opera di gusto e bontà degli insaccati calabresi. Parte preponderante della gastronomia della Calabria è poi la pasta fatta in casa che assume le più svariate forme e i nomi più pittoreschi: fusilli, segne, taglierini, strangugliaprieviti, maccarruni, rascatelli. Paste condite quasi sempre con sughi di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotte con cura e pazienza in un passato di pomodoro conservato in purissimo olio d'oliva. E sulla costa prelibati piatti di pesce appena pescato ed i famosissimi pomodori secchi sott'olio, asciugati al sole, insaporiti con aglio, origano e peperoncino piccante e lasciati riposare per un mese almeno in vasi di creta o di vetro. Nelle zone montane poi è d'obbligo gustare vari piatti a base di funghi, da quelli nobili e profumati come il porcino della Sila ai funghi rositi. E poi i formaggi e i latticini dell'Aspromonte e della Sila ed in particolare il "Butirro", che è il più caratteristico prodotto caseario. E per finire in bellezza i dolci: la cozzùpa, il dolce tipico pasquale, la pastiera di grano e ricotta, e poi i torroni al miele o compittu, i mostaccioli, le nepitelle, una pasta dolce farcita con noci, uva passa, cioccolata e spezie profumate d'Oriente, gli anici e i cantucci aromatizzati con le mandorle sono solo alcuni delle tante squisitezze locali. Un discorso a parte infine merita il vino. I coloni greci la battezzarono la Calabria, Enotria, "terra del vino", dando vita al rito di donare questi vini agli atleti vincitori ad Olimpia: di elevata gradazione alcolica e resistenti ai viaggi, i rossi calabresi si diffusero poi in tutto il mediterraneo fino al Medio Evo.
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